Ricerca

PIANETA ANTARTIDE

Anno scolastico 2025/2026

Presentazione

Data

4 Marzo 2026

Descrizione del progetto

“PIANETA ANTARTIDE”

Che il nostro clima stia cambiando è ormai un dato di fatto, ma noi cosa possiamo fare nel concreto per cercare di migliorare un problema che coinvolge tutta la nostra comunità? Il nostro compito principale è comprendere ciò che sta accadendo e affidarci a chi con competenza e passione, lavora ogni giorno per capire più affondo ciò che sta accadendo sulla nostra terra.

Abbiam avuto l’onoe di accogliere nel nostro istituto il dottor Arturo Cannito, Colonello, Ufficiale meteorologo dell’Aereonautica Militare e capo della 39esima spedizione Italiana in Antartide; la sua presenza nel nostro istituto è stata spunto di riflessione e consapevolezza per noi alunni e per i nostri insegnanti.

L’incontro si è aperto con la spiegazione della struttura del continente. Il dottore ci ha spiegato che definire l’Antartide un “semplice” continente non è completamente corretto. L’Antartide è il luogo più remoto della nostra terra nonché l’unico luogo senza influenza umana. Nell’immaginario collettivo l’Antartide viene vista come una distesa piana di neve e ghiaccio, ma così non è. Come qualsiasi altro luogo della terra anche l’Antartide ha catene montuose, con vette, di solo ghiaccio, che arrivano fino ai 3000 metri, con laghi sotterranei e riserve minerarie. Per queste motivazioni l’Antartide può essere definita come un pianeta e non solo come un continente.

Le stazioni di ricerca Italiane in Antartide sono due: “Mario Zucchelli” denominata inizialmente Baia Terra Nova, e rinominata nel 2005 in ricordo dell’Ing. Mario Zucchelli, che per molti anni fu a capo del Progetto Antartide. La stazione è aperta soltanto durante la stagione estiva, che va da fine ottobre a metà febbraio, e ospita mediamente 83 persone, offrendo alloggio e supporto logistico ai partecipanti delle spedizioni italiane e ai ricercatori che operano in campi remoti o in transito verso Concordia. La seconda “Concordia”, a differenza della Stazione Mario Zucchelli, che è completamente italiana, è stata costruita ed è gestita in collaborazione con la Francia. Oltre ad ospitare francesi e italiani, la stazione Concordia è un punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale impegnata nelle tante attività di ricerca. Qui i ricercatori trovano alloggio, supporto tecnico e logistico per facilitare le attività di ricerca in quei settori della scienza ritenuti strategici come l’astronomia, l’astrofisica, la sismologia, la fisica dell’atmosfera e la climatologia, ma anche la biologia e la medicina.

Oltre alle due basi l’Italia ha la fortuna di avere la nave Laura Bassi che prende il nome da una delle prime donne laureate in fisica in Italia e che intraprese un percorso scientifico. La nave ad oggi è l’unica nave Italiana in grado di operare in mari polari, sia in Antartide sia nell’Artico.

L’incontro poi è continuato con la testimonianza dell’esperienza personale in Antartide del dottore.

Grazie a quest’ultimo abbiamo compreso che fare spedizioni in luoghi così remoti, come l’Antartide, ha un riscontro non solo fisico sui ricercatori, ma anche psicologico. La lontananza da casa non è da sottovalutare, poiché è accompagnata da cambiamenti drastici della quotidianità, come l’allontanamento dalla tecnologia, la monotonia cromatica dell’ambiente che passa dai colori accesi della città alla sola visione di colori neutri che caratterizzano il paesaggio Antartico. Il silenzio assordante che contraddistingue questo luogo è talmente profondo da permettere di percepire chiaramente il ritmo del proprio battito cardiaco.

Infine il dottore ci ha spiegato come fosse difficile comunicare e convivere con persone di altre nazionalità che avevano lingue e stili di vita differenti.

L’incontro si è chiuso con alcune domande da parte degli studenti e con la visione di alcuni appunti di viaggio e foto dell’esperienza del dottore.

Per noi studenti è stato fondamentale assistere a questa conferenza poiché ci ha resi più consapevoli di ciò che ci circonda e di questo siamo grati al dottor Cannito.

Obiettivi

Partecipanti

Le classi 3AC, 4D, 2E, 5E

In collaborazione con

Geologo planetario dott. Arturo Cannito